RIMINI – Il colore che prende l’infinito. Il Museo della Città “L. Tonini” ospiterà sino al 4 dicembre la mostra pittorica “La pittura impalpabile” di Giorgio Bellini, a cura dell’assessorato alla Cultura. Pittore e scultore, classe 1937, nato a Vergiano in provincia di Rimini, Bellini ha esposto per la prima volta nel 1969, e da allora ha allestito oltre sessanta mostre personali e collettive. Il Ventena e via Montefiorino, Veruccio sono i primi soggetti dell’azione pittorica dell’artista che compaiono per assentarsi nell’infinito delle nebbie d’anima del paesaggio, un ulteriore soggetto che il pittore Bellini con questa lenta trasparenza porta nel ricordo del futuro. Dallo Sperone di Saiano, paradossalmente, sentiamo già la neve di Sant’Agata e perfino l’ancora più straniata Pennabilli. Il mare, il fiume e le case sui piccoli paesi alzati sul piano sono allo stesso modo tenuti insieme dal pensiero poetico di Bellini che li testimonia dentro lo scorrere del tempo certamente presente. I tratti distinguibili dei calanchi di Brisighella rassomigliano tanto a quel che resterà dei calanchi spuntati in certi angoli di Meridione basilisco. Nonostante tutto.
E accanto alla stanza di Enron altre due sale propongono di fermarci a osservare alcune opere di Giorgio Bellini realizzate nei primi decenni della sua carriera. Con queste donne e questi uomini fatti con molti più colori a disposizione, disposti a gusto della provocazione di ricordarci quanto la civiltà contadini è forma di essere di un patrimonio di tutto quanto l’ex Belpaese. Epperò quel che conta è l’uomo nel paesaggio e il paesaggio nell’uomo. Ci sono dichiarazioni d’amore in ogni pennellata di questo maestro così discreto e umile. Che con poche parole, propriamente come i pigmenti portati allo sfinimento di questa dimensione impalpabile lanciata verso l’infinito. L’arte di Bellini sopravviverà. Nel senso che si farà classico. Con il suo discorso poetico che sarà letto oltre i confini geografici della sua Romagna. Siamo certi che la mostra riminese di Giorgio Bellini ha una sua importanza nel quadro di un ragionamento complessivo sui contenuti dell’arte. L’arte moderna è questa poesia del luogo che straluna. La meraviglia della sua rivoluzione consiste nel riuscire a tenersi lanciata su qualcosa a venire, ma che ogni artista interpreta a modo proprio. Per questa ragione Bellini è un maestro. Dell’originalità e unicità della quale è fatta la sua pittura. Da Giorgio Bellini torneremo. Nella sua opera.
Nunzio Festa






