ROMA (NEV) – La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI, luterani di lingua tedesca) riunisce la terza seduta del suo XXIV Sinodo a Roma, presso l’Hotel Villa Aurelia (Via Leone XIII n. 459), dal 30 aprile al 3 maggio 2026.
Il tema scelto dalla Presidenza è “All’opera, per il raccolto del Signore”. I lavori si aprono oggi 30 aprile con il culto di apertura alle ore 16.00 presso Villa Aurelia, per concludersi domenica 3 maggio con il culto presso la Christuskirche di Roma in via Sicilia, 70 dove verranno insediati i Decani neoeletti sabato 2 maggio. Al Sinodo partecipano i rappresentanti delle comunità luterane presenti in quindici città italiane, numerosi ospiti dall’Italia e dall’estero.
Il Sinodo è l’organo deliberativo sovrano della CELI ed è chiamato quest’anno ad affrontare scelte impegnative. L’assemblea lavorerà per l’intera giornata di venerdì 1° maggio in quattro gruppi tematici: il futuro delle sedi pastorali e delle comunità; le finanze della CELI; la diaconia e i microprogetti sociali; ambiente, cultura e comunicazione. Proprio i microprogetti – centri antiviolenza, biblioteche di quartiere, laboratori educativi, orti urbani – rappresentano uno degli strumenti con cui la CELI agisce concretamente nel tessuto sociale italiano, sostenendo ogni anno decine di realtà locali attraverso i propri bandi di finanziamento.
«Il Sinodo di quest’anno ci chiede di guardare in faccia la realtà senza sconti, e di farlo insieme» dichiara Alfredo Talenti, Presidente del Sinodo. «Le difficoltà che siamo chiamati ad affrontare non cambiano la nostra vocazione: i luterani sono presenti in Italia da cinque secoli, vogliamo continuare ad esserci con i mezzi che abbiamo, cercando insieme quelli che non abbiamo ancora».
La Vicepresidente Sandra Tritz aggiunge: «La sessione di lavoro in gruppi ci ha già dimostrato l’anno scorso di essere uno strumento prezioso: genera confronto reale, non dichiarazioni. È il metodo giusto per decisioni che contano».
La CELI è membro della Federazione Luterana Mondiale (FLM) e della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), organismi da cui tiene lontana la Chiesa Protestante Episcopale (CPE) con il proprio veto.

