Elezioni Amministrative 2026 a Prato: intervista a Cristiano Peruzzi (lista civica L’Alternativa c’è). “Servono tecnici non politici”

Proseguiamo con la serie di interviste ai candidati al Consiglio Comunale di Prato per le imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio prossimi, dopo quella di Daniele Ciarchi (M5S) e Niccolò Sanesi (AVS). Abbiamo preferito dare voce a candidati per il Consiglio perché i candidati sindaci hanno già molta esposizione mediatica e per ribadire un ruolo centrale al Consiglio, a cui negli anni sono state sottratte molte competenze. Proseguiamo con Cristiano Peruzzi, candidato per la lista civica L’Alternativa c’è. (red.)

Ci puoi raccontare qualcosa della tua vita privata? La famiglia, gli studi, il lavoro, le relazioni?

Sono nato a Prato 49 anni fa. Sposato con Barbara dal 2008, abbiamo una figlia di 15 anni. Formazione tecnica: ITI Leonardo da Vinci di Firenze e varie specializzazioni. Da sempre lavoro nelle automazioni industriali per una multinazionale che produce componenti elettromeccanici. Sono un tecnico commerciale. Ogni giorno tratto con clienti, progetti, budget e tempi di consegna. Se un progetto non sta in piedi sui numeri, non parte. Questo è il metodo che voglio portare in Comune.

Qual è stato il tuo percorso politico?

Seguo la politica fin da ragazzo, sempre in area liberal-democratica. Prima tessera nel 2013 con Renzi segretario PD. Ho vissuto tutta quella stagione finché, anche a Prato, con un gruppo di amici e militanti abbiamo fondato Italia Viva. Per anni sono stato in segreteria provinciale ed ho seguito attivamente la politica cittadina. Me ne sono andato quando la linea nazionale e locale non era più la mia. Seguo da tempo Jonathan Targetti per amicizia e visione politica. Dopo il commissariamento del Comune ho scelto di impegnarmi per la sua candidatura. Condivido il suo approccio: competenza, conoscenza dei dossier e libertà di giudizio. Prato ha bisogno di un cambio di metodo. Ha sempre governato la stessa parte politica, salvo una piccola parentesi. Serve chi guarda i problemi senza vincoli di corrente e li risolve. Io sto da quella parte.

Quali sono i punti principali del tuo programma per la città?

Due priorità: tecnologia attiva e turismo sportivo. Tutto misurabile e fattibile. Traffico: Prato è nata quando i mezzi di trasporto erano i cavalli, oggi scoppia. Un primo aiuto concreto: semafori intelligenti in tutta la città. Sensori ed AI che leggono il traffico reale e cambiano i tempi al volo. Meno code, meno smog, meno tempo perso.
E poi pianificazione: gemello digitale della città, modello Bologna. Rivedere tutta la rete stradale e prima di chiudere una strada o cambiare un senso di marcia simuliamo l’impatto. Così evitiamo esperimenti che bloccano mezza città.
Costo totale? 8-10 milioni, finanziabili in larga parte con bandi europei. Beneficio immediato: qualità dell’aria e della vita. Quando si spendono soldi pubblici la domanda è una sola: quanto rende ogni euro? Qui il ritorno è diretto e si misura in ore di traffico risparmiate ogni mese. E poi: turismo sportivo, abbiamo oltre 60 km di creste tra Calvana, Monteferrato, Morello, Monte Javello etc. Percorsi spettacolari, a due passi dal centro. Cascine di Tavola e Terre dei Medici sono perfette per circuiti cicloturistici delle Ville Medicee. Eventi che portano famiglie e atleti per più giorni, tutto l’anno. Indotto vero: hotel, bar, negozi. Valorizziamo senza cementificare. Tutte queste idee le spiego in dettaglio sul mio profilo Facebook.

Se fossi eletto in Consiglio Comunale cosa pensi potresti aggiungere alla politica locale?

Un metodo da tecnico: analisi, numeri, controllo costi-benefici. In Consiglio servono anche tecnici pragmatici. Io leggo un progetto e chiedo: quanto costa, quanto rende, in quanto tempo, chi controlla? Se non torna, voto no.
Non devo posti a nessuno. Devo risultati a chi paga le tasse. Voglio spingere su progetti utili e realizzabili, che funzionano! Subito, non tra 10 anni.

Puoi fare un appello agli elettori.

Dopo tanti anni serve un cambio di passo. Il traffico è in tilt, molti progetti non partono, e spesso i soldi pubblici non danno i risultati che servono. Io non vendo illusioni. Vi porto un metodo. Ho passato la vita a far quadrare conti e progetti nel privato. Voglio fare lo stesso per Prato.
Con 8-10 milioni si migliora di netto il traffico con semafori intelligenti e gemello digitale. Con la stessa cifra in passato si è ristrutturato un immobile (uno solo) per un mercato durato 6 mesi. A chi è servito davvero? Che benefici hanno tratto i pratesi da questo e molti altri investimenti? Serve una logica diversa, la logica del risultato.
Se volete un altro politico, non votatemi. Se volete un tecnico che entra in Comune e che chieda “quanto ci guadagnano i cittadini?”, allora datemi fiducia. Ogni euro speso deve avere un ritorno immediato per chi a Prato ci vive e lavora. Meno rendering più concretezza.

A. P.

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