Proseguiamo con la serie di interviste ai candidati al Consiglio Comunale di Prato per le imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio prossimi, dopo quella di Daniele Ciarchi (M5S). Abbiamo preferito dare voce a candidati per il Consiglio perché i candidati sindaci hanno già molta esposizione mediatica e per ribadire un ruolo centrale al Consiglio, a cui negli anni sono state sottratte molte competenze. Proseguiamo con Niccolò Sanesi, candidato per Alleanza Verdi e Sinistra, che abbiamo incontrato nella sede elettorale della lista in via Garibaldi. (red.)
Ci puoi raccontare qualcosa della tua vita privata? La famiglia, gli studi, il lavoro, le relazioni?
Sono il dodicesimo figlio di diciassette, quindici maschi, due femmine. La mia è una famiglia cattolica catecumenale, la mia infanzia e la mia adolescenza sono stati all’insegna dell’insegnamento religioso e dei sacramenti ma la mia famiglia è sempre stata molto libera anche su questi temi, io poi ho fatto le mie scelte, mi sono allontanato dalla religione, ci sono state discussioni, come è anche giusto che sia, ma con libertà e ho fatto le mie scelte. I miei comunque non sono bigotti, è bene ribadirlo, non ci sono problemi a discutere di temi eticamente sensibili come il fine vita e l’aborto, per esempio. Nella mia famiglia c’è un ventaglio di convinzioni politiche, religiose e sociali molto diverse, vi sono anche piani generazionali diversi. La mia sorella più grande è del 1981, io sono nato nel 2000.
Sono fidanzato da quasi due anni con una ragazza, Anna, di Genova, che ho conosciuto durante l’Erasmus in Normandia. Ho studiato Lettere moderne all’Università di Siena dopo il Liceo classico. Vorrei fare il professore al liceo o comunque alle scuole superiori, ho cominciato a fare delle supplenze, anche se alle scuole elementari che comunque come tirocinio sono molto formative.
Qual’ è stato il tuo percorso politico?
Io vengo da una famiglia, come dicevo, con una certa fluidità di pensiero. Mia madre è anarchica, mio padre non vota dal 1978, dalla morte di Aldo Moro, non perché votasse DC ma in quanto, secondo lui, è il momento in cui è morta la Repubblica. Una famiglia, un po’ anarco-liberale, un po’ socialista, con fratelli di destra, sorelle di sinistra, fratelli che non votano. La mia storia politica nasce a scuola con la rappresentanza studentesca, frutto di una espressione familiare dell’avere a che fare con persone di diversi orientamenti. Sono stato circa tre anni nei Giovani Democratici (GD, la giovanile del Partito Democratico, ndR), sono stato rappresentante d’Istituto e Presidente della Consulta.
I GD erano la componente giovanile allora più a sinistra a Prato, visto che allora non esisteva in città Sinistra Italiana. Andando all’Università non ho rinnovato la tessera, visto che non è un partito che mi attrae, quando ho saputo che era nata Sinistra Italiana a Prato mi sono iscritto e sono poi sono stato eletto come responsabile dell’UGS (Unione Giovani di Sinistra, la giovanile di Sinistra Italiana, ndR).
Quali sono i punti principali del tuo programma per la città?
Sono tre o quattro. La mobilità, che è un tema che riguarda tutti i partiti e le giovanili, è un tema che a Prato è molto sentito, una città di oltre duecentomila abitanti con un trasporto pubblico, soprattutto la sera, che è assente o inadeguato. Ci sono città molto più piccole che, essendo vicine a Firenze o avendo l’Università, hanno un trasporto più adeguato. Una proposta è l’istituzione di un pass di mobilità sull’under 35, con costi minori, con fascia anche di gratuità o di forte riduzione come gli over 70 o gli invalidi che pagano una mensilità all’anno per tutto l’anno. Mi piace molto il modello tedesco, con detrazioni per università o sulla busta paga per il trasporto pubblico locale. L’istituzione di bus serali e notturni ad anello, come ho potuto vedere anche in Normandia, dalle fermate centrali ai quartieri periferici più popolosi è un altro tema fondamentale. Su questo argomento un altro punto importante è la gestione pubblica dei trasporti e questo coinvolge il livello nazionale e regionale del trasporto. Autolinee Toscane è una azienda privata straniera che fa un servizio pubblico, ma essendo privata ha logiche di profitto che sono estranee al vero servizio pubblico. Il trasporto deve essere totalmente pubblico. E dove abitavo in Normandia c’era lo stesso gruppo francese che possiede Autolinee Toscane e forniva un servizio molto più ampio e diverso.
Un altro punto riguarda il salario minimo comunale che dovrebbe essere per il nostro partito almeno 9 euro lordi, noi come giovanili, naturalmente spostata ancora più a sinistra, dovrebbe essere almeno 10 euro netti.
Sulla cultura Prato non è una città che ha nulla da invidiare a molte altre, escludendo Firenze che ha il centro storico UNESCO, noi possiamo fare tanto. Vorremmo che esistesse una carta culturale tra musei e cinema e teatri della città per i giovani e altre categorie con un livello superiore. Dagli anni ’70 agli anni ’90, pensando al Metastasio che è un teatro pubblico, Prato è stata capofila del teatro sperimentale, cosa che forse molti non sanno o non ricordano.
Parlando invece di scuole, spesso il tema riguarda la Provincia, che con la riforma Delrio non hanno più risorse. Prato ha il maggior grado di multietnicità scolastica d’Italia che, per quanto mi riguarda è una forza e un’opportunità. Quindi la possibilità di avere più insegnanti di italiano per stranieri L2, avere più risorse statali, regionali e comunali per le infrastrutture scolastiche che sono molto carenti. Qualcuno propone di avere “classi ghetto” con solo cinesi o arabi o altro, per me è una follia, la lingua di arrivo è e deve essere l’italiano. Dall’insegnamento della lingua e della cultura italiana, con maggiori risorse, passa l’integrazione e il rifiuto di una società sfilacciata come è attualmente la nostra. Senza questa integrazione non c’è sicurezza
Se fossi eletto in Consiglio Comunale cosa pensi potresti aggiungere alla politica locale?
Sono molto contrario al giovanilismo, all’idea che i giovani devono essere o fare qualcosa perché sono giovani. Penso di poter poter portare delle competenze per le esperienze che ho avuto con le persone, in modo più concreto di altri.
Sulla scuola una delle prime cose che chiederei, essendo stata Prato capofila in molte cose tra cui l’integrazione, è proporre la cittadinanza a tutti i ragazzi stranieri che hanno fatto la scuola da almeno cinque o dieci anni. Lo so che è una provocazione in quanto il Comune non ha poteri in tal senso, ma può il Consiglio Comunale fare un atto in cui chiede allo Stato di legiferare in questa direzione. Un atto che dica anche: guardate in questa città siamo avanti e quello che succede a Prato sull’integrazione, poi succede dieci o quindici anni dopo nel resto d’Italia, come vediamo, per esempio, a Milano.
Sono una persone diretta e franca, che comunque sa come funziona la politica. Sono una persona che studia molto, anche le carte amministrative, aperta anche per la mia storia familiare e le esperienze avuto più che per la mia età. Posso portare un po’ di “aria fresca” ma anche serietà e metodo, sono una persona idealista ma anche pragmatica. Studiare le carte ogni giorno, proporre qualcosa che abbia una possibilità di attuazione, come rappresentante di una comunità, non solo come singolo. Rappresentare le persone significa stare con le persone, non parlare delle persone altrimenti vi è un cortocircuito nella politica, come vediamo bene nel nostro paese.
Puoi fare un appello agli elettori?
Credo che gli elettori dovrebbero votare Alleanza Verdi e Sinistra perché ha scelto di stare nel campo largo, nonostante le differenze con gli altri e con il PD in particolare, credo che un campo largo sia meglio di un campo ristretto, serve un fronte contro queste destre locali, italiane ed europee.
Penso che che AVS sia la forza più a sinistra della coalizione, anche in Parlamento siamo definiti la “sinistra radicale”. Siamo una forza politica che racchiude al suo interno sia la giustizia sociale che quella ambientale, i temi storici dell’ambientalismo, del socialismo e anche del comunismo, temi che vanno rivendicati.
AVS su Prato è stata la prima e forse unica forza politica che dallo scorso ottobre si è messa in dialogo con i cittadini per scrivere un programma per la città, per spostare l’asse politico più a sinistra, per una Prato più verde, più giusta, che faccia delle legalità e della lotta allo sfruttamento una priorità, e una città più di sinistra. Non abbiamo padroni, come forse altri hanno.
Se volete una persona nuova ma seria e concreta, entrando come un cuneo nelle cose potete votare per me.
A. P.

