PRATO – Matteo Biffoni è stato eletto Sindaco di Prato, dopo un anno di commissariamento seguito alle dimissione della sindaca Ilaria Bugetti nell’ambito di una inchiesta giudiziaria con il 54,73% dei voti validi. L’affluenza è stata sensibilmente in calo al 55,72% (-8,29% rispetto al 2024).
Biffoni era già stato Sindaco del capoluogo toscano dal 2014 al 2024 ed era stato eletto nello scorso ottobre consigliere regionale con il record di preferenze (22.000) ma tenuto fuori dalla Giunta Regionale toscana da questioni personali con il Presidente Eugenio Giani.
Il candidato del centrodestra Gianluca Banchelli ha preso il 28,98%, i candidati “civici” (ma riferibili all’area moderata se non di destra) Claudio Belgiorno e Jonathan Targetti hanno conseguito rispettivamente il 6,52% e il 6,38%, il candidato della sinistra “hard” Unità Popolare Enrico Zanieri il 2,87% e infine il civico autonomista Emilio Paradiso lo 0,52%.
Per quanto riguarda le liste del campo largo, il Partito Democratico tiene con il 28,63%, seguito dalla rivelazione della lista civica Biffoni al 17,30% che cannibalizza il resto del “campo largo”. Resiste al ciclone Biffoni l’Alleanza Verdi e Sinistra al 4,11%, eleggendo un consigliere; entra in Consiglio Comunale con i resti la lista Casa Riformista (Italia Viva e altri soggetti) con il 2,93% ed esce dal Palazzo comunale il Movimento 5 Stelle con un pessimo risultato, il 2,33%.
Nel centrodestra tiene, nonostante il non esaltante risultato di Banchelli, Fratelli d’Italia con il 21,43%, modesto il risultato di Forza Italia, nonostante esprimesse il candidato Sindaco, al 4,24%. pessimo quello della Lega, nonostante il successo personale del consigliere uscente Claudiu Stanasel (451 preferenze), al 2,84% e quindi fuori dal Consiglio Comunale.
La prossima giunta, più che di centro-sinistra o di “campo largo” sarù un monocolore PD-biffoniano, visto che il Partito Democratico e la Lista Biffoni hanno la maggioranza assoluta del Consiglio (ma non dei voti, secondo il perverso meccanismo elettorale degli enti locali). Forse con un Assessore di Casa Riformista, difficilmente con un esponente di AVS, vista, al pari dei 5 Stelle, come portatori d’acqua.
La speranza è che il Biffoni bis (o ter a seconda del conteggio) sia in significativa discontinuità rispetto alle esperienze passate e non un ennesimo espediente trasformistico in cui usare “l’usato sicuro”.
A. P.

